Lo spirito che anima il Novegro Photo Day è quello di raccogliere le differenti esperienze del mondo fotografico, dallo scatto del fotografo allo stampatore, dal curatore al fruitore finale, per comprendere la complessità di un mondo capace di creare opere dalla bellezza struggente.

La scelta della direzione è stata anche quella di raccogliere esperienze provenienti da ambienti artistici molto diversi. Di fianco alla tradizione del Conservatorio della Fotografia e alle stampe pregiate Fine Art di Roberto Caielli si può trovare l’Iphoneografia di Nicola Bertoglio con la sua affermazione che non serve necessariamente la tecnologia sofisticata per realizzare fotografia di qualità. Dalle contaminazioni dei fotografi della Vi.P. Gallery di Virgilio Patarini e di A Est dell’Eden di Valentina Carrera al reportage sociale delle proposte di LABirinti FOTOgrafici.

Lucio Forte contamina la fotografia con segni e grafica tipici del fumetto.

Andrea Buccella regala originali sguardi su personaggi conosciuti.

Carlo D’Orta fa dei veri e propri ritratti alle architetture cittadine, riempiendo una certa freddezza ingegneristica di un calore tutto umano.

E inoltre la nuova via rappresentata dal linguaggio contemporaneo di PhotoMilano, diretto da Francesco Tadini, una realtà capace di fondere il distacco dell’approccio del web con il calore di un vivo gruppo culturale fino ad un sentito impegno sociale.

E poi l’intensa volontà progettuale di Giorgio Bonomi e della sua antologia in continuo approfondimento, una testimonianza del fascino che si può emanare ribaltando l’obiettivo nella rappresentazione del fotografo stesso.

Ad accompagnare la transizione da uno stand all’altro viene allestita la mostra Il Glam anni ’80, a cura di Maria Luisa Pappadà, che con i suoi colori e la sua forte impronta estetizzante è capace di creare un leggero ponte tra le diverse esperienze.